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GLI STRUFFOLI

Gli Struffoli:  Tipici dolci natalizi che, insieme ai raffioli a cassata e i roccoco, costituiscono la portata immancabile sulle tavole dei napoletani.

Chi ha inventato gli struffoli?

Di certo non i napoletani, nonostante la loro proverbiale creatività! Pare che nel Golfo di Napoli li abbiano portati i greci ai tempi della Magna Grecia.  Adorati dai più piccoli per la loro dolcezza e soprattutto per i confettini decorativi che li ricoprono.  Nella preparazione degli struffoli molto è lasciato al naso (hanno un bell’aroma), ma nulla è lasciato al caso. Ciascuna pallina di pasta fritta è un capolavoro di professionalità, esperienza e precisione.  Perché il vero struffolo dev’essere piccolo? Perché così aumenta la superficie di pasta che entra in contatto col miele, e il sapore ne guadagna.  Gli Struffoli: Tipici dolci natalizi che, insieme ai raffioli a cassata e i roccoco, costituiscono la portata immancabile sulle tavole dei napoletani. Chi ha inventato gli struffoli? Di certo non i napoletani, nonostante la loro proverbiale creatività! Pare che nel Golfo di Napoli li abbiano portati i greci ai tempi della Magna Grecia.  Adorati dai più piccoli per la loro dolcezza e soprattutto per i confettini decorativi che li ricoprono.  Nella preparazione degli struffoli molto è lasciato al naso (hanno un bell’aroma), ma nulla è lasciato al caso. Ciascuna pallina di pasta fritta è un capolavoro di professionalità, esperienza e precisione.  Perché il vero struffolo dev’essere piccolo? Perché così aumenta la superficie di pasta che entra in contatto col miele, e il sapore ne guadagna.


I ROCCOCÒ

Il roccocò è il dolce che chiude il pranzo delle famiglie napoletane in occasione dell’8 dicembre (giorno in cui si festeggia l’ Immacolata Concezione) e che accompagna tutto il periodo delle feste natalizie. Vengono spesso venduti insieme con raffiuoli, mustaccioli e susamielli, altri dolci tipici della tradizione gastronomica natalizia partenopea.

Anche se la maggior parte delle persone crede che i roccocò siano solo duri, ci sono anche morbidi e di varie dimensioni. Viste le numerose richieste dei turisti, è possibile trovare questi dolci in pasticceria in tutti i periodi dell’anno.

I MOSTACCIOLI

Il nome mustaccioli è legato all’uso nelle antiche ricette contadine del mosto (mostacea era il nome latino), col quale venivano preparati per essere più dolci.  mostaccioli napoletani sono riportati da Bartolomeo Scappi, cuoco personale di Pio V, nel il suo pranzo alli XVIII di ottobre Catone nel De agri cultura accenna ad alcuni dolci, i mustacei, a base di farina, mosto, cumino, anice, grasso e alloro.

I mustaccioli napoletani, nonostante l’omonimia con molti dolci regionali italiani a base di mosto, non somigliano a nessuno di questi. Un lontano parente del mustacciolo è il  Printen tedesco.

Negli ultimi anni sono nate molte varianti di mostaccioli, nelle quali la glassa al cioccolato è sostituita da una glassa di cioccolato bianco o da una glassa di zucchero  e canditi. Questi dolci sono amati in particolar modo dai bambini napoletani per la loro ricetta che unisce miele e cioccolato.

Tra le varianti regionali, quelli di Benevento e dell’intero Sannio invece vengono elaborati in una variante a pasta più morbida alta a cui viene aggiunta durante l’impasto il liquore Strega. Oltre alla pasta più morbida e più alta, perché leggermente lievitata, variano anche nelle dimensioni che risultano essere leggermente più piccole.

I mustaccioli sono spesso venduti insieme a roccocò, ma anche a  raffiuoli e susamielli, ed insieme agli  struffoli sono i dolci caratteristici del Natale napoletano





IL PANETTONE

Il panettone napoletano, vera deliziosa nostrana, fa parte dei dolci tipici del periodo natalizio. A differenza di quello milanese, prodotto industrialmente, è frutto e massima espressione dell’arte di panificazione artigianale dei migliori pasticcieri partenopei. Il suo segreto risiede nell’uso del lievito madre anziché quello di birra. Occorrono ben tre lievitazioni, oltre quella iniziale per preparare un ottimo panettone.

Nato a Milano alla fine del Quattrocento, è uno dei prodotti che ha ottenuto più riconoscimenti, anche da parte di  Gambero RossoA Napoli, la ricetta è stata “reinterpretata” nelle nelle corti europee del Settecento/Ottocento  ed è stata annoverata tra le più buone e gustose del Regno delle Due Sicilie.

Ecco la ricetta, che richiede molti passaggi e lunghi tempi di lievitazione.